Se in Google Search Console trovi la voce “Pagina scansionata, ma attualmente non indicizzata”, la prima cosa da capire è questa: Google ha già trovato e visitato la pagina.
Il problema, quindi, non è convincere Googlebot a passare di nuovo.
La domanda utile è un’altra:
perché Google, dopo aver scansionato quella URL, ha deciso di non inserirla nell’indice?
Negli audit SEO che realizzo, quando trovo molte pagine in questo stato non parto quasi mai dal pulsante “Richiedi indicizzazione”. Prima cerco un pattern: pagine troppo simili, URL generate automaticamente, canonical incoerenti, template ripetitivi, contenuti deboli o un’intera sezione del sito che non offre abbastanza valore autonomo.
È da lì che partirei anche sul tuo sito.
Cosa significa “Scansionata, ma attualmente non indicizzata”?
Significa che Google ha effettuato la scansione della pagina, ma al momento non l’ha aggiunta al proprio indice.
La documentazione ufficiale di Google Search Console è molto chiara: una pagina in questo stato è stata scansionata, potrebbe essere indicizzata in futuro e non è necessario inviarla nuovamente alla scansione.
Durante l’indicizzazione Google analizza il contenuto della pagina e cerca, tra le altre cose, di capire se quella URL è duplicata, quale versione debba essere considerata canonica e se la risorsa debba entrare nell’indice.
Quindi “scansionata ma non indicizzata” non significa automaticamente “pagina rotta”.
Una pagina scansionata ma non indicizzata ha per forza un problema tecnico?
No. Una pagina può essere tecnicamente accessibile e comunque non essere indicizzata.
Può restituire status code 200, essere raggiungibile da Googlebot, non avere un noindex e non presentare errori evidenti. Questo non obbliga Google a inserirla nell’indice.
Google stesso specifica che non garantisce l’indicizzazione di tutte le pagine conosciute.
Se Search Console mi mostra questa voce, controllo comunque gli aspetti tecnici fondamentali, ma non parto dall’idea che debba esistere per forza “un errore” da correggere.
Prima mi chiedo se la pagina ha una funzione SEO chiara e se offre qualcosa di sufficientemente distinto rispetto alle altre URL del sito.
La prima domanda da farsi: questa pagina merita davvero di essere indicizzata?
Prima di cercare una soluzione, verifica se quella URL dovrebbe realmente comparire nei risultati di ricerca.
È uno dei controlli che mi fa risparmiare più tempo durante gli audit.
Prendiamo un eCommerce con:
- centinaia di schede prodotto;
- filtri indicizzabili;
- tag;
- varianti quasi identiche;
- categorie con assortimenti molto simili;
- pagine generate automaticamente.
Se Search Console mostra 500 URL come “Scansionata, ma attualmente non indicizzata”, non darei per scontato che l’obiettivo sia portarne 500 nell’indice.
Più pagine indicizzate non significa automaticamente più traffico SEO.
Preferisco avere 100 URL con un intento chiaro e un ruolo preciso nell’architettura piuttosto che 500 pagine che si sovrappongono tra loro.
Se il problema riguarda molte URL, non analizzarle una per una
Quando molte pagine condividono lo stesso stato, la prima cosa da cercare è una causa comune.
Negli audit esporto le URL da Search Console e le raggruppo per tipologia, ad esempio:
/prodotti//categoria//tag//blog/- pagine locali;
- URL con parametri;
- pagine create con lo stesso template.
Se 280 URL su 300 appartengono alla stessa tipologia, è improbabile che esistano 280 problemi indipendenti.
Molto più spesso c’è un problema di template, architettura, contenuto o strategia che riguarda l’intero gruppo.
Contenuti duplicati, pagine simili e canonical sono tra i primi controlli
Se più pagine rispondono allo stesso intento con contenuti molto simili, Google può decidere di trattarle come duplicati o scegliere un’altra URL rappresentativa.
Google definisce la canonicalizzazione come il processo con cui seleziona la URL rappresentativa all’interno di un insieme di pagine duplicate o molto simili.
Immagina queste tre landing:
/scarpe-running-uomo//scarpe-da-corsa-uomo//running-uomo/
Se cambiano soltanto URL, H1 e poche righe di testo, ma prodotti e intento sono praticamente gli stessi, non abbiamo necessariamente creato tre risorse diverse.
In questi casi non cercherei di “forzare” l’indicizzazione.
Valuterei una di quattro strade:
differenziare, consolidare, canonicalizzare oppure eliminare.
Se Google seleziona una URL canonica diversa da quella che considero principale, controllo contenuti, linking interno, sitemap, redirect e tutte le versioni accessibili della risorsa.
Le pagine create in serie sono un caso da controllare con attenzione
Il fatto che una pagina abbia una keyword diversa non significa che abbia automaticamente un intento diverso.
Questo succede spesso con pagine locali, filtri e contenuti programmatici.
Per esempio:
/consulente-seo-milano/
/consulente-seo-roma/
/consulente-seo-torino/
Creare landing locali non è un problema in sé. Il problema nasce quando l’unica differenza reale è il nome della città.
Prima di creare o mantenere decine di URL simili, mi faccio una domanda molto semplice:
cosa trova l’utente in questa pagina che non troverebbe nell’altra?
Se la risposta è “quasi niente”, il problema potrebbe non essere l’indicizzazione. Potrebbe essere la decisione di avere troppe URL separate.
Questo vale anche per articoli informativi, categorie eCommerce e qualsiasi contenuto generato su larga scala.
Controlla cosa riesce realmente a vedere Google
Se la pagina è importante e il contenuto è valido, verifico come Google la elabora realmente.
Con lo strumento Controllo URL verifico almeno:
- contenuto principale;
- H1;
- link interni;
- dati caricati dinamicamente;
- eventuali differenze tra HTML iniziale e pagina renderizzata.
Questo controllo diventa ancora più importante su siti che dipendono molto da JavaScript. Google può elaborare JavaScript, ma il contenuto rilevante deve essere effettivamente disponibile durante crawling e rendering.
Controllo inoltre gli elementi tecnici di base: risposta HTTP corretta, assenza di noindex indesiderati, canonical coerente e accessibilità per Googlebot.
Una precisazione importante: il file robots.txt controlla principalmente la scansione, mentre il noindex serve a impedire l’indicizzazione. Google sconsiglia infatti di utilizzare robots.txt come metodo per tenere una pagina fuori dall’indice.
L’internal linking può aiutare una pagina non indicizzata?
Sì, se la pagina è valida e importante. No, se stai cercando di compensare una pagina duplicata o inutile.
Google utilizza i link sia per scoprire nuove pagine sia come segnale per comprenderne la rilevanza.
Durante un audit controllo quindi quanti link interni riceve la URL, da quali pagine arrivano e quanto è profonda nell’architettura.
Ma aggiungere dieci link interni a una pagina che replica un altro contenuto non risolve il problema.
L’internal linking rafforza una buona architettura; non sostituisce una buona architettura.
Servono più backlink per far indicizzare la pagina?
Non partirei dalla link building per risolvere questo stato di Search Console.
Prima controllerei tutto ciò che dipende direttamente dal sito:
- intento;
- duplicazione;
- canonical;
- qualità e differenziazione;
- rendering;
- internal linking;
- ruolo della pagina nell’architettura.
Se questi elementi non sono a posto, investire subito in backlink significa partire dalla soluzione sbagliata.
Devo cliccare “Richiedi indicizzazione”?
Non ripetutamente e non senza aver modificato qualcosa di sostanziale.
Per lo stato “Scansionata, ma attualmente non indicizzata”, Google dice esplicitamente che non è necessario reinviare la URL per la scansione.
Inoltre, la richiesta di una nuova scansione non garantisce che la pagina venga inserita nei risultati di ricerca.
La procedura che uso è molto più semplice:
- individuo la causa probabile;
- modifico la pagina o la struttura;
- verifico la versione live con Controllo URL;
- solo dopo una modifica sostanziale valuto una nuova richiesta di indicizzazione;
- monitoro cosa succede successivamente.
Cliccare ogni giorno sul pulsante senza cambiare nulla non è una strategia SEO.
La procedura che utilizzo negli audit SEO
Quando il problema interessa un numero consistente di URL, procedo così.
1. Esporto le URL da Search Console
Voglio capire esattamente quali pagine sono coinvolte.
2. Le raggruppo per tipologia
Cerco pattern per directory, template, parametri e funzione della pagina.
3. Scelgo un campione rappresentativo
Inizio dalle URL che rappresentano bene ciascun gruppo.
4. Decido quali URL dovrebbero essere indicizzate
Non tutte devono necessariamente finire nell’indice.
5. Confronto intento e contenuti
Cerco sovrapposizioni, pagine quasi duplicate e possibili cannibalizzazioni.
6. Controllo canonical e segnali tecnici
Verifico status code, meta robots, canonical dichiarata e canonical selezionata da Google.
7. Controllo rendering e internal linking
Voglio sapere cosa vede Google e che importanza la struttura del sito assegna alla pagina.
8. Scelgo l’intervento
A quel punto la decisione può essere diversa per ogni gruppo di URL:
pagina valida → migliorare
pagina duplicata → consolidare
pagina inutile → rimuovere o noindex
pagina troppo simile → differenziare
canonical incoerente → correggere
pagina isolata → migliorare l’internal linking
Il punto è proprio questo: non esiste un fix universale. Esiste una diagnosi.
Quando “Scansionata, ma attualmente non indicizzata” diventa un problema serio?
Mi preoccupo quando lo stato riguarda sistematicamente pagine strategiche che dovrebbero generare traffico organico.
Per esempio:
- landing commerciali;
- categorie eCommerce importanti;
- prodotti con domanda di ricerca;
- articoli di un cluster strategico;
- molte pagine della stessa sezione.
Se invece tra le URL escluse trovo vecchi tag, filtri inutili o pagine senza un vero valore SEO, non cerco di portare il report a zero.
Search Console non deve essere “tutta verde”.
L’obiettivo è fare in modo che le pagine che contano siano scansionabili, comprensibili, indicizzate e in grado di posizionarsi.
Checklist: cosa controllare prima di intervenire
Quando incontro questo stato verifico:
- la pagina dovrebbe davvero essere indicizzata?
- il problema riguarda una singola URL o un’intera tipologia?
- esistono altre pagine con lo stesso intento?
- il contenuto è sufficientemente diverso?
- Google ha scelto un’altra canonical?
- la canonical dichiarata è coerente?
- la pagina restituisce uno status code corretto?
- esistono
noindexindesiderati? - Google riesce a vedere il contenuto principale?
- la pagina riceve link interni pertinenti?
- è inserita correttamente nell’architettura?
- sarebbe meglio consolidarla con un’altra risorsa?
Solo dopo questi controlli decido cosa modificare.
Come risolvere davvero “Pagina scansionata, ma attualmente non indicizzata”
Non devi convincere Google a visitare la pagina: lo ha già fatto. Devi capire perché quella URL non è stata ritenuta abbastanza distinta, utile o appropriata da inserire nell’indice in quel momento.
È per questo che partire dal pulsante “Richiedi indicizzazione” spesso porta fuori strada.
Partirei invece dalla diagnosi: pattern delle URL, intento, duplicazione, canonical, rendering, struttura e internal linking.
Se il problema riguarda pagine strategiche del tuo sito e vuoi capire dove intervenire, puoi richiedere una consulenza e un’analisi SEO.

